10 motivi per amare Gilmore Girls

Qualche giorno fa la mia serie televisiva preferita ha compiuto quindici anni dalla sua prima messa in scena: quindici anni dalla sua iniziale e frizzante stagione, che è proseguita fino alle settima, non perdendo mai mordente ed entusiasmo. Ma perché questo telefilm, a distanza di otto anni dalla sua ultima puntata, è rimasto così tanto nei cuori dei suoi fan? Cercherò di fornirvi quelli che per me sono solo alcuni dei motivi per amare Gilmore Girls, in Italia conosciuto come Una mamma per amica.

1. Stars Hollow.1

Il paese dove abitano le nostre protagoniste è quel tipo di posto dove nella realtà non ci piacerebbe vivere: vicini che conoscono tutti i dettagli della nostra vita, assemblee cittadine dove alcuni si presentano anche in pigiama, assoluta mancanza di novità e una scarsa voglia di progredire verso la modernità. Ma, nonostante questa sia una realtà ineccepibile, tutti quelli che si sono addentrati con le Gilmore tra le strade di Stars Hollow avrebbero voluto non lasciarla mia più. Certo è piccola, ma, se ci pensate non manca assolutamente niente: ci sono mille tipi di take away differenti, vari negozi, diversi hotel, una scuola di danza, un antiquario molto particolare e, dulcis in fundo, il mitico Luke’s, dove personalmente vorrei tanto poter fare colazione tutte le mattine. Sì, i vicini sono parte fondamentale della tua vita, ma se i miei vicino fossero Babette e Morey non avrei il minimo problema ad adorarli per sempre. E Patty? Certo, è un po’ invadente, ma quante volte la sua lingua lunga ha permesso di nascondere fatti importanti delle protagoniste, per proteggerle? In quel magico posto, del tutto irreale, ci si vuole bene, non ci sono inimicizie e se ci sono (vedi Lindsay e la madre) queste spariscono nel nulla, come vorremmo accadesse anche nella vita vera. E poi tutti gli eventi? Ogni giorno sembra esserci qualcosa. Magari lamenterete il fatto di non trovare nuova gente con la quale fare amicizia, ma se aveste la possibilità di prendere in giro Taylor ad ogni assemblea, sono certa che non avreste bisogno di altro!

2. Dialoghi colti.2

Un elemento fondamentale di questo telefilm è che tutti i personaggi, per quanto possano appartenere a mondi e culture differenti, intraprendono tra loro dei dialoghi che toccano ambiti di enorme vastità culturale. Si passa dalla politica allo sport, dal cinema al giornalismo, dalla televisione alla letteratura con un enorme rapidità – del resto è la serie con i dialoghi più veloci mai esistita – e non si finisce mai di imparare. Certo, magari molti dei riferimenti presenti appartengono agli usi americani, ma comunque, se ben informati, si potrà capire e comprendere buona parte delle loro citazioni. Sarebbe impossibile stilare una lista di tutti gli ambiti toccati durante le sette stagioni, anche se su internet è possibile trovarne una su ogni libro letto da Rory, ma comunque ogni volta che rivedrete l’intera serie sarete più colti e magari riuscirete a togliervi molti dei punti interrogativi lasciati in precedenza. Io nel 2007 avevo diciotto anni e da allora l’avrò finita almeno una quindicina di volte e vi assicuro che ogni volta – almeno nel mio campo preferito, quello cinematografico – ho riconosciuto sempre qualche titolo di film in più o qualche aneddoto che magari prima non avevo colto del tutto!

3. Ironia e sarcasmo.3

Adesso, non so voi, ma per me non c’è divertimento senza una sana battuta sarcastica. Quell’atteggiamento quasi spocchioso per qualcuno, ma che per me rende la comicità ancora più ricercata. Non esiste un solo personaggio di questo telefilm che non sia dotato di tale capacità e, se meno sagace di altri, riuscirà comunque ad essere ironico a punto giusto da non passare inosservato. Persino Taylor ogni tanto se ne esce con qualche battutina, per quanto rara e circoscritta alla sua particolare visione del mondo. Insomma, anche personaggi “di contorno” come Tom – il muratore – o Gypsy – la meccanica – non hanno da invidiare nessuno con il loro tocco ironico e personalmente trovo che questo sia uno dei punti più fondamentali per apprezzare la serie. Qui persino il bravo ragazzo intimorito dalla famiglia di Rory, Dean, in presenza del nonno della sua fidanzata, spocchioso e titubante nei suoi riguardi, alla richiesta di quest’ultimo di indicargli la sua altezza, risponde: “perché, vuole invitarmi a ballare?” E Richard gli risponde: “No, grazie. Apprezzo la proposta, comunque.” Adorabile.

4. Personaggi ben caratterizzati.4

Molto spesso un errore comune nelle serie televisive, come in qualsiasi altra tipologia di narrazione, è quello di stereotipare i personaggi. C’è la bella, il brutto, il cattivo, l’antipatico, lo stupido ecc. Raramente ci sono crescite e quando ci sono queste avvengono in modo piatto, banale e retorico. Questi personaggi, invece, sono reali, reali in tutti i loro difetti e pregi, nessuno escluso. Luke è il mio personaggio preferito, ma è lungi dall’essere perfetto e ci sono puntate dove vorrei strozzarlo. Lorelai è simpatica, frizzante, bella e di successo, ma è incredibilmente infantile e spesso irrazionale. Rory è intelligente, dolce e sveglia, ma è viziata, spesso arrogante e, come la madre, poco matura. E così via. E questi personaggi crescono insieme a noi, mostrandoci come sette anni possano effettivamente mutare i nostri desideri e la nostra vita, soprattutto quando siamo adolescenti. Ci mostrano cosa può averci condotto a tali cambiamenti, ci mostrano cosa ci sia dietro l’apparenza. C’è lo snob, che mette sotto torchio la figlia e appare come un mostro agli occhi di questa, ma che invece ha sempre voluto per lei la vita che credeva fosse giusto augurarle e soffre dei suoi continui rifiuti. Inoltre, quando ci si innamora, non si è mai davvero certi di cosa accadrà: tutto potrebbe finire per una sciocchezza, come per un motivo importante, ma quando si entra in una relazione si è comunque pronti a rischiare e questo è quello che conta.
“Solo ieri eravamo a parlare di ragazzi e a sperare di diventare formose e guardaci ora: io ho un marito e due figli e tu stai per andare a conquistare il mondo, o almeno a scrivere del mondo!” (Lane nell’ultimo episodio).

5. Paris.5

Paris da sola è una motivazione valida. Un personaggio di una complessità caratteriale da essere quasi certamente una delle più realistiche della serie: insopportabile, cinica, arrogante, isterica, ma insicura, impaurita, vittima di una famiglia inesistente, alla ricerca costante di un’amicizia che possa definire tale. E poi, a mio avviso, lei affronta un cambiamento enorme nel corso delle varie stagioni. Diventa sempre più sicura di sé e questo sì la rende ancora più ingestibile, a volte, ma ne fa una donna di assoluto successo, che cerca di prendere quello che la vita può e deve offrirle, che non ha paura di essere odiata, se questo la porterà dove lei vuole. Incarna anche un tipo di ragionamento importante: i nostri nemici perché lo sono? Sono mostri al cento per cento, o forse c’è dietro qualcosa che dovremmo comprendere? E poi le sue sono tra le battute più belle dello show e non si può negare che come amica sia fantastica: ha salvato Rory varie volte e non ha mai avuto problemi con il fatto che invece quest’ultima non sia mai stata così tanto unita a lei.

6. Donne forti come uomini.6

Un elemento che io personalmente adoro è il fatto che il voler dipingere personaggi femminili forti non include lo svilire i personaggi maschili. Molto spesso capita che per l’eccessiva voglia di “salvare” la visione della donna in una storia, per renderla indipendente, tosta, caparbia e di successo, si senta la necessità di affiancarle degli uomini stupidi o intimoriti dal suo carattere. Questo è un tipo di approccio che io detesto; è molto più soddisfacente vedere una Lorelai che litiga con Luke per ogni minimo capriccio, piuttosto che assistere ad uno scontro tra Paris e un qualsiasi ragazzino spaventato da lei, no? Gli uomini qui sono uomini a tutti gli effetti e affrontano la vita a testa alta, così come fanno le donne: senza differenze, senza muri. Inoltre, ma questo è un mio pallino da sempre, sono spesso gli uomini a trovare il coraggio di farsi avanti con le donne. E questo è importante, cari ragazzi.

7. La scuola viene frequentata!7

Andiamo, questo è un dettaglio fondamentale! Quanti telefilm di giovani abbiamo visto dove teoricamente i personaggi dovrebbero frequentare la scuola, ma vengono ritratti tra i banchi giusto un paio di volte e mai – dico mai – a fare i compiti? E invece no: Rory va a scuola e anzi questa è una delle grandi protagoniste della serie. La lotta per andare ad Harvard, il cambio di programma e la dedizione per frequentare Yale. I test, gli esami, le notti passate insonni. Quanto è reale tutto questo? Ci permette di relazionare molto di più con questi personaggi, di quanto potrebbe fare un’altra serie, che non inserisce un argomento così presente nella vita di tutti quanti. E per toccare anche l’adulto che torna a studiare, abbiamo Lorelai nelle prime stagioni che prende il suo diploma, per realizzare il sogno di aprire una locanda. Certo, si potrebbe obiettare che a queste ragazze vada sempre tutto bene e questo è senz’altro uno dei difetti del telefilm, ma non si può certo affermare che i successi di Rory siano immeritati. Quella ragazza studia tanto da essere quasi fastidiosa!
“Oggi pomeriggio studio, studio, poi studio ancora e se ho tempo… studio un po’.” (Rory nella prima stagione).

8. La guerra tra shippers.8

In Italia con il termine “shipping” s’intende il coinvolgimento emotivo dei fan nel crescente sviluppo della relazione tra una coppia di personaggi di un’opera fittizia, che può essere un telefilm, un film, un libro e quant’altro. Ovviamente, in una serie come questa, gli shippers sono tanti e spesso in contrasto tra loro. Se su internet potrete trovare intere pagine volte a difendere Jess, a idolatrarlo come l’anima gemella di Rory, in altre vedrete le fan di Logan contrastare completamente questa teoria, insultando o semplicemente spiegando le loro motivazioni. Personalmente, sono rimasta spesso stupita dall’odio per il personaggio di Dean, che ok, sarà infantile e magari non abbastanza simile a Rory per stare con lei, ma non merita affatto questo astio che gli viene dedicato. Voglio invece dedicare qualche riga alla faida tra sostenitori di Luke e sostenitori di Christopher: se appartenete al secondo gruppo, sappiate che avere un carattere simile potrà anche essere importante, ma la capacità intellettuale lo è molto di più. Sì, odio Christopher. Comunque la guerra tra shippers è uno dei motivi che spinge spesso i fan ad appassionarsi ad una storia, perché sarà divertente difendere il proprio principio fino alla fine.

9. I lavori di Kirk.9

Ricordate Paperino? Non ha mai avuto un lavoro fisso, se non quello di farsi schiavizzare dallo zio. In ogni volume intraprendeva una carriera differente, sempre con qualche problema e questo è uno dei punti salienti del personaggio. Bene, lo stesso vale per Kirk. Lo vediamo arrivare a Stars Hollow con un altro nome e un’altra storia (gli errori che spesso vengono compiuti nelle prime stagioni) e poi diventare un personaggio talmente importante da apparire anche nella sigla inizialmente. Strano, strano da morire, divertente, desolante, ma soprattutto dedito a qualsiasi attività vi venga in mente. Porta i fiori, vende profumi, realizza creme per il corpo, si lancia con il paracadute, installa allarmi, balla come mimo, recita in film (e che film!), si prostra alla volontà di Taylor e tanto altro… Ma, come è ben spiegato in un dialogo tra Lorelai e Rory, scaturito dalla sua presenza in pieno prato cittadino, dedito a dare pugni all’aria, facendo Tai chi: “potrà mai fare qualcosa senza sembrare deficiente?” “Non sarebbe Kirk.”

10. Valori.10

Trovo che una serie, anche se comica, debba fornire dei valori a chi la guarda e la segue per tanto tempo. Se, come è accaduto per How I met your mother, si mostrano i personaggi maturare e migliorare e poi si dipinge un finale dove tutto questo viene stravolto, si perde quello che si è costruito in anni di serie televisiva. Qui, invece, impariamo che si può cambiare, anzi che si cambia inevitabilmente, che si sbaglia, che si soffre, che andrebbero ascoltate sempre entrambe le versioni dei fatti, che la famiglia è importante, così come l’amore, ma che i propri sogni lo sono altrettanto. Che gli amici vanno tenuti stretti, che il vicinato può essere un ottimo alleato e che i film in compagnia sono più belli.

Tutto questo mi serviva per fare gli auguri ad una serie che per me non è mai finita, che continuerò a vedere a tutte le età e che non smetterò mai di amare.

– Lidia Marino – 

5 pensieri su “10 motivi per amare Gilmore Girls

  1. Io mi sono accostata da poco a questo telefilm, a dire il vero l’ho finito solo qualche settimana fa. Prima avevo visto solo qualche puntata sparsa offerta da Italia 1, ma poi ho deciso di vederlo tutto. Che dire? Dalla tua analisi si vede che lo hai guardato molte volte, scoprendone tratti non intuibili ad una sola ed unica visione, ma che, effettivamente, fanno capire quanto ci sia dietro. Non è un banale telefilm, ma questo lo si capisce solo guardandolo interamente e vivendo con i personaggi. Intanto c’è da dire che i personaggi hanno un loro carattere e fanno delle scelte anche poco ovvie (vedi Rory che lascia l’università), e questo è un altro punto a favore della serie.

    • Ti ringrazio per il commento! Sì, devi assolutamente vederlo più di una volta, perché in effetti poi i personaggi diventano parte della tua vita. Io ci sono cresciuta e spesso mi sono ritrovata a pensare “toh, quella cosa era vera”, oppure a ricordare un film perché citato da Lorelai. Un’opera davvero poco scontata e ben realizzata, come non se ne trovano facilmente.

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