10 film da tenere d’occhio presentati al Festival di Cannes 2018

Dopo aver parlato delle novità di quest’anno in questo grande evento del Cinema, mi è sembrato giusto andare ad evidenziare anche questi 10 film da tenere d’occhio presentati al Festival di Cannes 2018, da oggi fino al suo giorno di chiusura. Lontani dal magnate Hollywood, la Francia cerca di focalizzarsi sul ricercato e propone titoli che difficilmente avremmo trovato in altro contesto. Andiamo, dunque, a conoscerne qualcuno.

Todos lo sabenI segreti tornano ad aprire l’edizione del Festival con il film del regista iraniano Asghar Farhadi. Penelope Cruz, recentemente vista nei panni di Donatella Versace in American Crime Story, interpreta una spagnola residente a Buenos Aires, che torna nella sua città natale fuori Madrid con il marito e i figli argentini. Quella che doveva essere una breve visita viene sconvolta da eventi inaspettati che stravolgeranno le loro vite. Nel cast anche Javier Bardem e Ricardo Darin. Si tratta della seconda volta in cui un film in lingua spagnola viene scelto per aprire il festival francese, dopo La mala educación di Pedro Almodóvar nel 2004.

BlacKkKlansmanCannes non ha mai nascosto una certa ammirazione nei confronti di Spike Lee che ha vinto un premio in occasione del suo debutto nel 1986, con Lola Darling, e in seguito un altro con la sua storia d’amore interraziale del 1991 Jungle Fever. Eppure il regista si lamentò di essersi sentito “derubato”, quando Fa’ la cosa giusta non riuscì a vincere la Palma d’Oro nel 1989. Potrebbe sentirsi meglio quest’anno, visto che il suo BlacKkKlansman  sembra essere tra i favoriti. Fanno parte del cast John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier e Topher Grace. La trama segue la storia di Ron Stallworth (John David Washington), poliziotto afroamericano che negli anni ’70 si infiltrò nel Ku Klux Klan di Colorado Springs, salendo di grado nei vari ranghi fino al vertice del capitolo locale. Lo script è di Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmont e Spike Lee ed è basato sul libro autobiografico dello stesso Stallworth, nel quale l’autore ha raccontato la sua non certo semplice esperienza.

Under the Silver LakeIl nuovo film di David Robert Mitchell, regista di uno degli horror più acclamati degli ultimi anni, It Follows, presenta nel cast Andrew Garfield, Riley Keough e Topher Grace e focalizza le sue trame in un contesto neo-noir ambientato a Los Angeles. Il plot è senz’altro interessante: Sam (Andrew Garfield), un annoiato e disincantato uomo di trentatré anni, si imbatte in una donna misteriosa, Sarah (Riley Keough), che vede amoreggiare nella piscina del suo appartamento. Quando questa improvvisamente svanisce, Sam affronta un’impresa surreale attraverso Los Angeles per decifrare il segreto dietro la sua sparizione, che lo porterà di fronte alle oscure profondità dei misteri, degli scandali e delle cospirazioni della Città degli Angeli. Prendendo spunto da un’eredità nior che va da Un bacio e una pistola a Mulholland Drive, Mitchell usa la topografia di Los Angeles come sfondo per un’esplorazione più profonda dei significati nascosti e dei codici segreti seppelliti nelle cose che amiamo.

Cold War

In una line-up a corto di offerte britanniche, questa co-produzione polacco-francese-britannica del regista polacco con sede nel Regno Unito Pawel Pawlikowski è la candidatura più vicina che la Gran Bretagna ha ottenuto quest’anno per sperare in una Palma d’Oro. Il film è una storia d’amore ambientata in Europa negli anni ’50 tra due persone provenienti da contesti molto diversi. Il fulcro della trama è Mazowsze, un gruppo popolare di musica e danza polacca istituito nel 1948. Cold War è il primo lungometraggio di Pawlikowski dal suo dramma religioso Ida, che vinse il miglior film straniero Bafta nel 2015.

 

Solo: A Star Wars StoryNon ha bisogno di molte presentazioni, questo spin off diretto da Ron Howard. Scritto da Jon Kasdan e Lawrence Kasdan, è infatti il secondo film della serie Star Wars Anthology, una serie di film a sé stanti ambientati nell’universo di Guerre stellari, dopo Rogue One: A Star Wars Story. Ambientata undici anni prima degli eventi di Una nuova speranza e dopo Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, la pellicola racconterà le vicende del tanto amato Han Solo dall’età di diciotto anni fino ai ventiquattro, creando nei fan un’enorme curiosità e aspettativa. Nel cast troviamo Alden Ehrenreich, Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover e Thandie Newton. In Italia verrà distribuito il 23 maggio.

The House That Jack Built

Dopo essere stato allontanato da Cannes come persona non gradita, il 2018 segna il ritorno di Lars von Trier al Festival, con questa pellicola con protagonista Matt Dillon. Il film segue le vicende della mente fin troppo brillante di Jack, un serial killer che ha commesso omicidi nel corso di dodici anni, nello stato di Washington. Von Trier definisce la pellicola come il suo “film più brutale di sempre”, seguendo l’idea che “la vita sia malvagia e senz’anima”. Nel cast anche Uma Thurman e Bruno Ganz.

Fahrenheit 451

Conosciamo tutti il classico romanzo di Ray Bradbury, Fahrenheit 451, e questa non è certo la prima volta che riceve un adattamento cinematografico: uscito nel 1953, infatti, nel 1966 divenne una pellicola diretta da François Truffaut. In questo caso il film crea un’attualizzazione della storia raccontata da Bradbury, con al centro della trama proprio la messa a rogo dei libri. Il protagonista Guy Montag, interpretato da Michael B. Jordan, è uno di questi pompieri al contrario che però un giorno si pente e decide di fuggire, messo in crisi dall’informatrice Clarisse (Sofia Boutella). Inizierà quindi il viaggio di Montag alla ricerca di chi ancora protegge la parola scritta, inseguito però dal capitano Beatty (Michael Shannon), fedele alla linea.

WhitneyLa difficile vita dell’intramontabile Whitney Houston aveva già ispirato dei progetti cinematografici, ma al contrario di Whitney: Can I be me? di Nick Broomfield, il lavoro del premio Oscar Kevin Macdonald è stato autorizzato dalla famiglia della cantante. Oltre a ripercorrere la discografia da oltre 200 milioni di dischi venduti in tutto il mondo – il film include registrazioni inedite, filmati mai visti prima della vita personale della Houston e performance dal vivo. Il regista ha avuto accesso agli archivi della famiglia e per questo il documentario include anche filmati casalinghi che mostrano l’icona del pop con amici, parenti e collaboratori.

 

Pope Francis: A Man of His Word

Sempre sull’onda dei documentari, parliamo anche del progetto del regista tedesco Wim Wenders incentrato sulla vita di Papa Francesco. Il regista ha avuto un accesso senza precedenti al Papa nel corso dei due anni necessari per produrre quello che è descritto più come un “viaggio personale” che come un documentario biografico. Il risultato è un film la cui esplorazione delle idee e del messaggio del pontefice garantisce un risultato a cinque stelle sul quotidiano interno del Vaticano.

The Man Who Killed Don Quixote

Ultimo, ma non per importanza, il film di Terry Gilliam, il quale destino scopriremo domani. Liberamente ispirato al Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, il film è noto come uno dei più estremi esempi di development hell della storia del cinema, con ben otto tentativi di realizzazione da parte del regista nell’arco di quasi vent’anni. I tentativi di Gilliam si rivelarono puntualmente fallimentari a causa delle difficoltà a finanziare nuovamente il progetto e al conciliare la disponibilità degli attori. Nel 2017 il film riuscì definitivamente ad entrare e a completare con successo la produzione, con Jonathan Pryce nel ruolo di Chisciotte e Driver nuovamente come Grisoni, diciannove anni dopo l’inizio della produzione originale. Speriamo, dunque, che riesca a portare il suo lavoro a Cannes.

– Lidia Marino – 

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