10 cose che le donne dicono di Monica Bellucci (e quello che pensano gli uomini mentre fingono di esser d’accordo)

Potrà sembrarvi un articolo frivolo da leggere in fila dal dentista; invece state per affrontare un raffinatissimo studio di sociologia. Chi pensa che tra uomini e donne non ci siano differenze sostanziali dovrà abbandonare armi e ideologie di fronte a Monica Bellucci. Abbiamo testato la sua figura prosperosa su 1700 europei di entrambi i sessi; i prontuari somministrati hanno confermato quanto i nostri geniali ricercatori avevano brillantemente intuito: tutte le donne pensano dieci cose di Monica Bellucci. Tutti gli uomini, per quieto vivere, le confermano, macerandosi nella menzogna. Ma in fondo al loro animo, coltivano pensieri di libertà. La materia qui riassunta è stata oggetto di una tesi di laurea per l’Università Statale della California. Potrete leggere prima, in neretto, i pareri femminili; accanto, in corsivo, i veri pensieri di ogni uomo.

11. È brutta. Sì, vabbé!

2. È grassa. Bevite n’altra tisana.

3. Non sa recitare. Eh, perché invece Raoul Bova…

4. È antipatica. Invece tu’ cugina…

5. Cinquant’anni li dimostra tutti. Invece tu’ cugina…

6. Io pure, facendo la vita sua… Non sei credibile, co’ quel pigiama di flanella.

7. È tutta rifatta. Complimenti al chirurgo.

8. Col nuovo taglio sta malissimo. Invece tu’ cugina…

9. Una bellezza volgare, trovo molto più sexy la Littizzetto. Guarda, sto riconsiderando tua cugina…

10. Vero che sono più bella io? Sì, in realtà sì.

In realtà, siete più belle voi. Che non sapete recitare e non fate quella vita. Col pigiama di flanella. Sceglieremmo voi tra tutte le Moniche Bellucci del mondo. Però cinquant’anni se li porta alla grande e vostra cugina è vostra cugina. Per completezza d’informazione, la  tesi dal titolo “Monica Bellucci come fondamento delle barriere tra sessi” ha ottenuto una valutazione di 100 su 110. Il Presidente di commissione, uomo, ha proposto la lode; la professoressa Bluckemberberg, moglie del suddetto presidente, propendeva per la bocciatura.

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– Walter Farnetti – 

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