10 cose che abbiamo imparato dalle Autobiografie e che non avremmo voluto sapere

Arriva nella vita di tutti un momento maledetto in cui si ha voglia, inspiegabilmente, di dire, di parlare, confessare; scavare nell’unto, ravanar nei dettagli fangosi. Gridare al mondo verità fino a prima taciute, saggiamente nascoste. C’è chi lo fa quasi spontaneamente, chiacchierando (in “A pranzo con Orson”, Orson Welles ne ha una per tutti. Greta Garbo? “In Grand Hotel fa tutto ciò che avrebbe fatto una drag Queen per imitarla”). C’è poi chi lo fa consapevolmente, con colpa, e, nel caso di Hillary Clinton, anche con minuziosa e angosciante documentazione fotografica (Nel resoconto, Hillary vomita, piange, rimprovera la figlia per la gonna corta, si arrabbia con Bill, lo perdona, parla con una parente di Fidel Castro; nelle foto, imita Dolly Parton, si veste da ballerina classica, prega con le mogli dei presidenti, abbraccia sconosciuti, sfoggia una quantità di look su cui Carla Gozzi potrebbe serenamente consumar le corde vocali). Di solito, nelle autobiografie, i vip perdono la faccia per raggranellar due monete, ma per noi sono preziosi documenti antropologici. Noi che ci nutriamo di liquami e idolatriamo l’inutile, succhiamo estasiati ogni goccia. Ecco (almeno) dieci cose che abbiamo imparato dalle Autobiografie e che (magari) non avremmo voluto sapere.

1. Ornella Vanoni fa pipì nei campi.

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Una bellissima ragazza si apre con questa bucolica scena: Vanoni ama l’acqua che scorre e i grandi prati, per questo fa spesso pipì all’aperto. Confessione non voluta, ma quasi poetica. Poi, arriva l’aneddoto. A casa di amici, troppo champagne, fila per il bagno, corre in giardino per cominciare l’opera; la finisce, ma resta infilzata coi tacchi nel terreno. Capitolo primo, nel seguito del libro dirà di tutto e di più.

2. Ratzinger abitava vicino a una dentista bavarese con la motocicletta.

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Oh, pure per me non è una notizia interessante, ma è il centro del secondo capitolo di Mio fratello il papa, semidimenticata autobiografia di Georg Ratzinger.

3. Raoul Casadei parlava con Mussolini.

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Il re del liscio, Raul Casadei, quello di Romagna… Romagna mia!, ma anche di Ciao, ciao ciaaaaoo… mare!, parlava con Mussolini. E gli diceva “Non mi piaci, mi ispiri antipatia”. Prima di rivalutare il re del liscio come il più grande eroe nazionale e scriverci una fiction per Beppe Fiorello, bisogna precisare che si trattava soltanto di una statuetta di Mussolini, che i genitori erano costretti a tenere sul comò. Scoperto l’inganno (che per Casadei doveva essere un raffinatissimo espediente letterario), nessuno avrà avuto il coraggio di continuare a leggere Bastava un grillo; ho desistito persino io che ho letto… (vedi punto 4).

4. Maria Scicolone odia sua sorella Sophia Loren.

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Cioè, lei dice di amarla. Qui passiamo a una sottilissima e strutturata lettura psicanalitica. Nel suo libro La mia casa è piena di specchi (lo trovate nei migliori scatoloni del tutto a un euro), la descrive come un’egocentrica concentrata esclusivamente sul suo successo; per superarla in popolarità, sposò Mussolini (ma sbagliò colpo, prese il figlio: grande pianista, ma al massimo è stato a Porta a Porta, non ha mai governato nulla). E sempre per punire la sorella, e noi tutti che la amavamo, è stata generata Alessandra Mussolini.

5. Dario Argento e Banana Yoshimoto sono amici.

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Ma dai! Ma che si dicono quei due?

6. Maurizio Costanzo trucca il contachilometri della cyclette per non farsi sgridare da Maria.

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Il menage familiare tra Maria e Maurizio (la più bella coppia del secolo dopo Brad e Angelina) deve somigliare molto a quello tra un carceriere e il suo tenero imprigionato. Maria gli toglie gli spaghetti, Maurizio nasconde olive ascolane in bagno; Maria gli controlla le tasche, lui si porta i cracker a letto. Quando lo costringe a fare movimento, lo piazza sulla cyclette e gli dice “Corri!”; lui guarda la televisione per un po’, si bagna per sembrare sudato e si finge stanco. Chi non lo considera amore, non sa cosa sia l’amore.

7. Il Mago Silvan è bello come il Sole.

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Dall’autobiografia del Mago Silvan si imparano tante cose, ma tutte sante. Lui così garbato, gentile, affabile; lui davvero magico, i suoi capelli. E quel modo di far volare le mani. Non si scherza sul Mago Silvan: nel cuore di ognuno di noi, per quanto cerchiamo di nasconderlo, c’è un solo sogno, che il Mago Silvan ci infili in una scatola e ci faccia scomparire.

8. La sorella di Iva Zanicchi si chiama Wiria, Wiria Zanicchi.

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Qui non stiamo solo parlando di una cantante e poi europarlamentare di Forza Italia (?), qui stiamo parlando del punto di riferimento di una generazione intera: tutti noi che guardavamo Ok, il prezzo è giusto a casa delle nostre nonne. Certe notti, ancora risuona in noi, scandito e netto, il magico suono: “Cento, cento, cento!”. Personalmente, sto considerando di tatuarmelo sul collo. Comunque, Iva si sentiva il brutto anatroccolo tra le sorelle Wiria (Wiria, ma voi l’avete mai sentito?) e Maria Rosa, considerate bellissime da loro stesse.

9. Lilli Gruber fuma.

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Oh, io so’ sconvolto.

10. Orietta Berti colleziona bambole di porcellana e sottovesti sexy.

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È l’immagine più inquietante che la musica leggera italiana abbia saputo partorire; se solo Stephen King fosse nato in Italia ci avrebbe costruito una saga porno horror di ventitré volumi. Bambole di porcellana e sottovesti sexy. A decine, a migliaia. Su Orietta Berti…

– Walter Farnetti – 

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