10 cibi pericolosi per l’uomo

La golosità può portare a terribili scherzi da parte della natura: ecco perché alcuni alimenti andrebbero consumati con estrema attenzione. Oltre ai soliti funghi, che, sappiamo bene, esistono in numerose tipologie e confonderne uno potrebbe essere fatale, non dobbiamo sottovalutare cibi non cotti come dovrebbero o mangiati in dosi eccessive. Andiamo dunque a prevenire spiacevoli inconvenienti con la lista di 10 cibi pericolosi per l’uomo.

1. ACKEE1Se non fosse stato per la Giamaica non avremmo mai conosciuto il talento di Bob Marley, la bellezza della farfalla Omero o l’incredibile abilità dei suoi atleti, tra i più grandi velocisti di sempre. Ma non possiamo che essere felici che un’altra tipicità del luogo non sia ancora stata esportata: l’Ackee, un frutto molto particolare.
Mangiato maturo, è delizioso e non ha controindicazioni, ma se consumato acerbo, i suoi semi possono indurre il suo consumatore a rischiare di assorbire l’ipoglicina (un amminoacido che non si trova nel codice genetico degli esseri umani) e questo porterebbe, in meno di due ore, a diminuire drasticamente i livelli di zucchero del suo sangue, che non riuscirà, in così poco tempo, a far fronte ad una così elevata mancanza di glucosio. Nel migliore dei casi i sintomi saranno solo vomito, convulsioni e vista annebbiata, ma questo frutto può condurre facilmente alla morte. Nel 2011, ad Haiti, sono stati registrati ben 36 decessi.

2. NOCCIOLO DI ALBICOCCA2Quando vengono commercializzati sembra che possano curare qualsiasi cosa: il cancro, la tosse, il mal di pancia, la fame nel mondo, ma sembra che tutti dimentichino accuratamente un particolare molto importante: i noccioli, se assunti in dosi maggiori, risultano essere tossici per il nostro organismo. Sprigionerebbero infatti acido cianidrico. La Food Standards Agency del Regno Unito ha infatti messo in guardia i consumatori sui pericoli nel mangiare più di due noccioli di albicocca al giorno. Oltre questa dose si potrebbe arrivare a riscontrare mal di testa, nausea, debolezza muscolare o problemi di tipo gastro intestinale. Se poi dovesse divenire veramente grande la consumazione si arriverebbe all’avvelenamento mortale. Questo è quanto accaduto per alcune persone in Turchia, dove i noccioli hanno realizzato qualche vittima.

3. CERVELLO DI SCIMMIA3Per una persona come me, che odia le frattaglie, non risulta doloroso scrivere che questo alimento andrebbe consumato con estrema attenzione. Considerato una grande prelibatezza in una buona parte dell’Asia, non può considerarsi del tutto sicuro da mangiare. Oltre al fatto che molti ristoranti del luogo lo servano crudo, perché consumato dalla scimmia ancora via – non riesco nemmeno a scriverlo, giuro -, questa parte del corpo, non ricevendo cottura, spesso conserva proprietà dannose al nostro corpo. Inoltre, una delle peggiori possibilità riscontrabili in seguito all’ingerimento di tale “pietanza” è la malattia di Creutzfeldt-Jakob, caratterizzata da deficit polisettoriali prevalentemente corticali con perdita di memoria, cambiamenti di personalità, allucinazioni, rigidità posturale e convulsioni. Non ne vale troppo la pena, dai.

4. RABARBARO4Pensate che l’uso del rabarbaro a scopo alimentare ha origini antichissime in alcune popolazioni asiatiche: sembra che i Cinesi lo usassero già dal 2700 a.C. e che rientrasse fra gli alimenti tradizionali delle popolazioni mongole! Il consumo di questo alimento fra popolazioni occidentali è più recente, ma senz’altro molto comune. Se siete golosi consumatori, non allarmatevi: sono le foglie in particolare ad essere dannose e raramente vengono vendute: questo a causa dell’elevato contenuto in acido ossalico, che può risultare velenoso per l’uomo. Certo, come molti altri cibi, l’eccessivo consumo è sconsigliato anche per il rabarbaro: aumentando l’assunzione, infatti, si possono manifestare proprietà lassative e interferenze con alcune funzioni fisiologiche relative all’apparato digerente e al sistema circolatorio.

5. CASU MARTZU5È chiamato in vari modi, a seconda della zona della Sardegna in cui è prodotto, ma letteralmente significa “formaggio marcio”. Il nome è effettivamente molto esplicativo, dato che il processo di formazione con cui viene prodotto prevede che del formaggio pecorino o caprino venga colonizzato dalle larve della mosca del formaggio. In realtà non ci sono prove necessarie che possano affermare con certezza che questo alimento sia nocivo per l’umano, ma l’Unione Europea deve averlo pensato, perché ne ha negato la produzione e la commercializzazione, considerandolo in contrasto con le norme igieniche e sanitarie stabilite in sede comunitaria. In Sardegna, però, sostengono che sia delizioso e non abbia nessun effetto collaterale, tanto che è stato inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

6. PESCE PALLA6Questo ve lo aspettavate, lo so. Se ne parla spesso, soprattutto nei film e nei manga. Questo adorabile pesce sembra aver trovato un ottimo modo per essere pescato con moderazione: la difficoltà nel cucinarlo. Un solo esemplare, infatti, avrebbe sufficienti tossine da uccidere 30 persone, e basterebbe anche solo un piccole errore, per mietere vittime in quantità. Perfino ai cuochi specializzati sono richiesti almeno due anni di formazione prima di essere autorizzati a tagliare i pesci palla a cubetti o in fettine ultra sottili, in modo da poter essere usati come pietanze nei pregiati ristoranti giapponesi (il celebre Fugu). Il costo, ovviamente, è altissimo, ma se vi va di rischiare e di rimanere al verde… buon appetito!

7. BACCA DI SAMBUCO7No, no, non parlo della bacchetta di Sambuco, anche se quella pure è stata letale a parecchi! Parlo delle sue bacche, che vengono utilizzate spesso come esche per la pesca, ma che andrebbero accuratamente evitate per il nostro consumo. Quello che forse non sapete del sambuco è infatti che i suoi ramoscelli, i semi e le foglie sono legati da una sostanza chimica letale simile a cianuro, che può portare gravi malattie e nausea. La morte non è molto comune, ma se vedete una bacca poco matura… non la mangiate, fatevi un favore.

8. SANNAKJI8Ecco un’altra usanza che mi mette un po’ i brividi. Il sannakji è un tipico piatto coreano, che consiste nei tentacoli di un piccolo polpo, che… continuano a dimenarsi. Questo perché vengono tagliati e serviti immediatamente, ancora vivi. Questo piatto non è velenoso, ma pericoloso, perché le ventose presenti sui tentacoli sono ancora attive al momento del servizio e queste, al momento dell’ingestione, potrebbero attaccarsi alle mucose della gola o della bocca, causando il soffocamento del consumatore. Non vi fa impressione?

9. FAGIOLI9Oh, ovviamente i fagioli, consumati ben cotti non hanno alcun effetto collaterale, se non quello di produrre gas in quantità nel nostro corpo. Eppure i semi di fagiolo crudi e anche i frutti acerbi sono spesso causa di avvelenamenti nei bambini, poiché i fagioli vengono da essi riconosciuti come alimento. Solo tramite una lunga cottura viene distrutta la proteina velenosa, che può portare dalla nausea alla morte. Alcuni popoli indigeni, infatti, estraggono questo principio attivo, che è alla base di alcuni veleni, tra i quali il più pericoloso e mortale è sicuramente la miscela con il loto. Il fagiolo ben cotto, però, contiene proprietà che contribuiscono a contenere la glicemia e i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi e a prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiache.

10. MELE10Non smettete di mangiarle: fanno bene, sono piene di vitamine e hanno un elevato potere antiossidante. Ma attenzione a togliere i semi: contengono amigdalina, la stessa sostanza tossica presente nelle mandorle amare. Se assunti in elevate quantità, mezza tazza per un adulto, possono risultare letali; in dosi non letali, provocano sbalzi d’umore, depressione e difficoltà respiratorie. Fortunatamente, ogni frutto ne contiene talmente pochi che accusereste prima i sintomi di un’indigestione.

– Lidia Marino – 

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