10 canzoni diventate famose come sigle di programmi televisivi

A volte, si scrive un pezzo che diventa il tormentone di un’estate intera. Altre volte diventa un evergreen e altre ancora rimarrà un pezzo sconosciuto. Il tutto è legato alla radio ed agli ascoltatori… ma non solo! Infatti, capita spesso che una canzone diventi famosa dopo, perché utilizzata per qualcos’altro di successo. E funziona anche con i programmi televisivi: il programma diventa famoso, tutti lo ricorderanno e ricorderanno anche la sigla iniziale. La storia delle sigle, però, non ha all’attivo solo e soltanto pezzi scritti ad hoc per il programma: a volte, i produttori scelgono una canzone, famosa o meno, per utilizzarla come introduzione musicale. Ecco quindi 10 canzoni diventate famose come sigle di programmi televisivi, quando, in realtà, erano pezzi scritte per altri motivi.

SE PENSO A TE – FRANCO BRACARDI

Se pensate di non sapere chi è Franco Bracardi, siete in errore: prima della band di Demo Morselli, il Maurizio Costanzo Show era accompagnato dal solo pianista che era, per l’appunto, il nostro compianto (è venuto a mancare nel 2005) Bracardi. La leggenda vede Franco proporre questo pezzo come sigla del programma dopo aver preso il ruolo di pianista, ma che fosse stata scritta per un album. Questo, chiamato proprio come la canzone, aveva in Se penso a te la propria punta di diamante e la proposta per il programma doveva lanciare la canzone nell’etere e nella popolarità. Purtroppo la popolarità c’è stata, ma solo come sigla del Maurizio Costanzo Show.

VIA COL VENTO MAIN THEME

Ecco, ora mi parte l’embolo! NON è la sigla di Porta a Porta: è la colonna sonora di Via col Vento. Questa canzone vi dovrebbe ricordare la coppia formata da Rhett e Rossella, non quella formata da Vespa e Berlusconi. Sentendola, dovreste rimembrare lo scorcio di Tara, la casa degli O’Hara, non lo studio blu del programma con Bruno Vespa che si strofina le mani come se fosse una mosca. Vi giuro che la prossima volta che parte la canzone e sento dire “Ah, la sigla di Porta a Porta!” potrei fare del male a qualcuno.

ARIA SULLA QUARTA CORDA – JOHANN SEBASTIAN BACH

Torniamo tranquilli grazie al grande compositore barocco tedesco Johan Sebastian Bach. Johan ha scritto tanti bellissimi pezzi orchestrali e fu un uomo molto prolifico (in campo professionale… anche se ebbe ben 20 figli con due mogli diverse), ma non credo si sarebbe mai immaginato di vedere uno dei suoi pezzi diventare famosissimo come la sigla di Quark e Superquark. Certo, non vogliamo togliere niente a Bach, ma sentire il pezzo e immaginare Piero e Alberto Angela è sicuramente una delle cose più rilassanti e belle che possiamo sperare.

HEART OF COURAGE – TWO STEPS FROM HELL

Nonostante il nome del duo possa sembrare quello di un gruppo rock metal spinto, i Two steps from hell sono un duo di compositori di musiche per le colonne sonore, come Heart of Courage, scelta dai soliti Piero e Alberto Angela, questa volta per il programma Ulisse – Il piacere della scoperta nel 2013. Non solo questa: durante le varie edizioni del programma, gli Angela usarono moltissime colonne sonore, alcune famosissime, per accompagnare il programma ed i vari servizi. Ma, come sappiamo, gli Angela non sbagliano mai… anche se li avrei voluti vedere entrare pacatamente in onda spiegando le meraviglie del popoli ittita, dopo un pezzo metal degli Slayer.

ANCORA – EDUARDO DE CRESCENZO

Piano piano, sottovoce, arriviamo al programma notturno di Gigi Marzullo: Sottovoce, per l’appunto. Marzullo, sapendo che il suo pubblico è formato da gente che non riesce a prendere sonno e cerca di raggiungere Morfeo nella noia del suo programma, decise di mettere, come sigla, un pezzo altrettanto leggero e soporifero. Attenzione: non ho detto che è un brutto pezzo, anzi… ma sentirlo alle 3 di notte non è certo utile per tenersi sveglio. Il pezzo è la punta di diamante della carriera di Eduardo De Crescenzo. Il cantante napoletano, fece il suo esordio nel mondo della musica e dello spettacolo proprio al Festival di Sanremo nel 1981 con questa canzone, Ancora. Canzone che tutti conoscono e che, sicuramente, è stato il suo trampolino di lancio.

ALL YOU NEED IS LOVE – THE BEATLES

Arriviamo ai pezzi più famosi, parlando dei famosissimi, conosciutissimi The Beatles. Il quartetto di Liverpool ha riempito stadi, fatto innamorare persone, fatte piangere, emozionare, ridere, pensare… e hanno anche ispirato programmi televisivi, come, per l’appunto, il programma olandese All you need is love. Volendolo copiare in Italia e dare in mano al compianto conduttore baffuto Alberto Castagna, i nostri produttori hanno scelto di cambiare il nome al programma, chiamandolo Stranamore, ma hanno mantenuto la sigla dei The Beatles. Lo ammetto: mi è capitato di sentire “Dai, non sapevo che la sigla di Stranamore fosse dei The Beatles!”, ma giuro che mi fa meno arrabbiare di Porta a Porta.

SHOUT – THE ISLEY BROTHERS

Movimentato e divertente, questo pezzo del 1965 fu la colonna sonora di un programma divertentissimo, chiamato Matricole (quando era ancora separato da Meteore). Il programma era molto divertente: mostrava video degli inizi di personaggi molto famosi italiani ed esteri, facendoceli vedere durante provini, prime apparizioni ed altro. Così, fu scelta una canzone molto divertente come poteva essere questa. Sentendola, sono sicuro che state muovendo le spalle o sculettando in giro.

STARMAN – DAVID BOWIE

Tornando a parlare di Matricole e meteore, quando il programma era separato, ci furono varie edizioni di Meteore. Il format leggermente differente di Matricole, invece di mostrarci star agli inizi, ci mostrava star decadute e sparite dall’etere italiano o mondiale. Essendo la meteora un corpo celeste, quale miglior cantante potevano scegliere se non David Bowie? Scomparso da poco, l’estroso cantautore inglese era un amante dello spazio e della fantascienza. Starman è proprio una di quelle canzoni che ci mostrano questa sua propensione per lo spazio infinito. E, secondo me, la scelta fu azzeccatissima.

SINFONIA PER UN ADDIO – RONDO’ VENEZIANO

Torniamo nella musica barocca, questa volta in chiave moderna, e parliamo del gruppo Rondò Veneziano. Questo ensemble musicale italiano nato nel 1979, mischia musica barocca a quella pop e quella new age, creando un mix perfetto e bello da ascoltare. Ora, se non capite a che programma mi riferisco, andate al minuto 2:30 del video.
L’avete riconosciuto? Sono sicuro di sì: si tratta della sigla dell’edizione speciale del TG1. Un pezzo che, sentendolo, vi avrà subito fatto riaffiorare quei momenti in cui, seduti in poltrona, sentivate i primi violini e dicevate “Pà! Il telegiornale no, dai!”

ADIEMUS – ENYA

Parliamo di Ciao Darwin! No, non della sigla. Nonostante ci veda bene Renato Zero a cantare “Matti! Siamo tutti matti!”, la canzone di cui parlo è di Enya, lo stesso della colonna sonora de Il Gladiatore, ed è quella che accompagna madre natura alla sua postazione di gira-palla. Quindi, la maggior parte di voi, sentendo la canzone ricorderà una bellezza scendere dalle scale in bikini floreale: io ricordo Luca Laurenti scendere le scale in bikini floreale. E ancora rido!

– Giorgio Correnti –

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